LA NOSTRA STORIA

La storia della sezione

La sezione SAT di Primiero è una delle 87 sezioni che formano la Società degli Alpinisti Tridentini (WWW.sat.tn.it) – a sua volta inclusa nel Club Alpino Italiano (WWW.Cai.it) .

Nel 1946, appena usciti della tragedia della Seconda Guerra Mondiale, un gruppo di appassionati di montagna si raccolse attorno a Vincenzo de Medici per fondare quella che sarebbe diventata con gli anni, grazie ai suoi quasi 600 soci, una delle sezioni più numerose di tutto il Trentino: la Sezione di Primiero.

Come tutte le associazioni agli esordi il numero di iscritti era contenuto (erano 88 nel 1953 di cui 27 residenti fuori valle) ma, con l’andare del tempo, siamo arrivati a portare a quasi 600 il numero dei soci.

Noi affiliati alla Società degli Alpinisti Tridentini abbiamo casa nella parte nord dei Giardini Clarofonte. Questa struttura ha preso il posto di altre sedi provvisorie che avevano trovato ospitalità a Fiera di Primiero prima in quella che è conosciuta come la Casa ex Azienda Elettrica in via Terrabugio e poi nella attuale caserma della Guardia di Finanza (al cui interno venne ricostruita una vera e propria “Casera”).

Come detto oggi la casa della SAT si trova ai giardini Clarofonte: inizialmente era stata pensata come un prolungamento dell’interrato sotto il Giardino delle Rose ma in seguito fu scelto di costruirla, secondo la tipologia del “maso”, in quel tratto di prato che era utilizzato a quel tempo come recinto per i caprioli e gli altri animali selvatici. Agli inizi degli anni Settanta, sotto la presidenza del dr. Giuliano Conci, venne dato l’avvio alla pratica per ottenere i permessi di costruzione. Il primo passo fu la redazione del progetto da parte del geometra Aldo Bettega; a questo seguì nel marzo 1972 la concessione da parte degli allora comuni proprietari (Fiera e Transacqua) del diritto di superficie. I lavori, iniziati nel maggio 1973, si conclusero nel settembre dello stesso anno.

Molte sono le attività svolte negli anni dai soci: tra le tante è bello ricordare gli sforzi fatti sotto la presidenza di Enrico Berlanda per costruire il Bivacco Al Velo della Madonna negli anni Sessanta (alla cui realizzazione dedichiamo un capitolo più avanti) che è stato sostituito poi dal Rifugio omonimo negli anni Settanta, nel periodo in cui reggeva la presidenza Giuliano Conci; entrambe sono state e sono strutture che danno lustro alla nostra sezione ed al Primiero tutto.

Ma la SAT di Primiero non è solo un insieme di appassionati che vanno in montagna: è anche un gruppo di volontari che predispone momenti di aggregazione aperti a tutti. Tra i tanti eventi culturali organizzati, oltre ai Congressi della SAT provinciale (come nota di cronaca il primo Congresso che si svolse in Primiero fu quello del il 16 agosto 1885 a cui seguirono quelli del 1898, 1907, 1949, 1973 e del 2001), alle mostre fotografiche ed alla presentazione di libri, piace ricordare la proiezione di alcuni films appartenenti al circuito del Festival della Montagna di Trento e le numerose conferenze tenute presso la sede (non ultima quella finalizzata alla raccolta di fondi per le popolazioni terremotate del Nepal), ma anche iniziative a carattere ambientale come quella denominata “In cima per il clima”.

Anche sotto l’aspetto sportivo la sezione ha saputo organizzare importanti manifestazioni: una su tutte il Trofeo IDREA (gara di corsa in montagna degli anni Settanta) che ha ceduto idealmente il testimone alla gara di triathlon (Salita alla Tognola in rampichino, discesa con biciclette da downhill, risalita di corsa al rifugio Colverde per ritornare a San Martino dove la gara si è conclusa) ed oggi alla Totoga Trail (TT12K).

La sezione è molto attiva anche sul territorio: le squadre di volontari addette alla manutenzione dei sentieri assicurano interventi su circa 50 chilometri di tracciato a stagione.

IL BIVACCO DEL VELO DELLA MADONNA

Come scrive l’allora Presidente della Società Alpinisti Tridentini di Primiero e San Martino nella presentazione della pubblicazione Numero Unico dedicato al Nuovo rifugio al Velo della Madonna “Dell’opportunità o meglio della necessità che nella zona del Cadinot venisse creato quanto meno un modesto punto d’appoggio se n’era parlato in tempi lontani. La prima idea concreta del rifugio trovò concepimento durante una fredda notte di bufera nell’aprile 1953, nel corso di una operazione di soccorso a favore di due alpinisti ...” Gli alpinisti nominati da Angelo Cazzetta erano Arturo Brunet e Saverio Scalet che avevano lottato lungo la via Solleder al Sass Maor per ottantotto ore consecutive tra il 25 ed il 28 aprile 1953.
Il luogo prescelto per posizionare il bivacco era il Cadinot proprio in vista dello Spigolo del Velo della Madonna; questo bivacco nelle intenzioni della sezione SAT di Primiero, avrebbe anche contribuito (e contribuirà non poco) a dare lustro all’alpinismo in valle.
Realizzare un bivacco a 2300 metri di quota non è impresa agevole nemmeno ora: figuriamoci negli anni Sessanta! E’ proprio per queste difficoltà che, una volta stabilito il dove ed il tipo di bivacco che sarebbe stato realizzato, l’allora Presidente della Sezione locale, Enrico Berlanda, cercò in tutti i modi di risolvere il problema di come trasportarlo in quota.
Una difficoltà non marginale che si dovette affrontare ancor prima di pensare al trasporto era quella di come raggiungere il Cadinot dato che non esisteva un sentiero vero e proprio; fu richiesto nel 1963 l’aiuto della Brigata Cadore ma questa, dopo l’ispezione compiuta da un ufficiale, inizialmente non mise a disposizione gli uomini in quanto riteneva pericolosa la traccia di sentiero che collegava Sora Ronz con il Cadinot; solo nell’estate 1964, i volontari della SAT con l’ausilio di 30 artiglieri da montagna, realizzarono il sentiero attrezzando anche la Lasta Moia, passaggio non difficile ma comunque impegnativo.
Una volta sistemato il sentiero ed ordinato il prefabbricato alla ditta aostana I.P.M., rimaneva il problema di come trasportarlo in quota.
Pur di giungere alla costruzione del bivacco il Presidente Berlanda smosse mari e monti: venne interessato il senatore bolzanino Candido Rosati e perfino l’allora Ministro alla Difesa, Giulio Andreotti, che nell’agosto del 1964 si trovava in vacanza nella vicina Moena. Il 29 settembre 1964 però arriva la doccia fredda: secondo quanto scritto dal senatore Rosati “i Comandi superiori di Padova hanno espresso parere sfavorevole e sembra che tutto dipenda dalla particolare situazione dell’Alto Adige”(siamo infatti in pieno periodo di rivendicazioni separatiste da parte di alcuni gruppi sudtirolesi).
Nello stesso periodo i soci della Sezione Cai di Verona propongono che il bivacco venga intitolato a Giancarlo Biasin, forte rocciatore caduto sul sentiero del Cacciatore dopo aver aperto con Samuele Scalet la via che porta il suo nome sul Sass Maor. Pur di ottenere questa intitolazione gli amici del Biasin manifestarono la disponibilità al pagamento del trasporto in quota del bivacco; l’ipotesi però naufragò a causa del disaccordo sul nome da dare al bivacco, ovvero se chiamarlo “Rifugio Giancarlo Biasin Al Velo della Madonna” oppure come voluto dalla SAT, “Rifugio Velo della Madonna – Giancarlo Biasin”- differenza sottile ma ritenuta sostanziale.
Sfumata come detto l’ipotesi di utilizzare elicotteri militari, la S.E.T.A.F. ed il IV Corpo d’Armata fornivano supporto con gli elicotteri solo in caso di calamità, si provò con quello della Regione. Nella primavera del 1965, dopo aver richiesto ed ottenuto l’elicottero all’Assessorato agli Enti Locali, venne effettuato un volo di prova: purtroppo anche questo tentativo non ottenne il risultato favorevole sperato e si dovette ripiegare sull’ipotesi inizialmente scartata in quanto ritenuta troppo onerosa della costruzione di una teleferica.
Con l’aiuto di moltissimi volontari il bivacco venne infine realizzato : l’inaugurazione ebbe luogo il 24 luglio 1966.
Il bivacco, che svolse egregiamente il suo compito di punto di appoggio per i numerosi alpinisti che si cimentavano sulle cime della Madonna e del Sass Maor, rimase al suo posto fino al 1980 anno in cui passò il testimone al più moderno e confortevole Rifugio Al Velo della Madonna.

I PRESIDENTI

  • In tutti questi anni numerosi sono stati i volontari che hanno retto le sorti della sezione di Primiero – San Martino di Castrozza - Vanoi :

  • Vincenzo de Medici (1946-54),

  • Dario Longo (1955 - 1956),

  • Aldo Bettega (1957 - 1958),

  •  Luciano Meneguz (1959 -1960),

  • Enrico Berlanda (1963 - 1968),

  • Giuliano Conci (1961 - 1962 e 1969 - 1980),

  • Angelo Cazzetta (1981 - 1983),

  • Othmar Tavernaro (1984 - 1993),

  • Luciano Scalet (1994 – 2002),

  • Andrea Boghetto (2002 - 2005),

  • Luca Gadenz (2005 - 2008),

  •  Cristian Tavernaro (2008 - 2011),

  • Johnny Zagonel (2011 – 2018)

  • Ervino Filippi Gilli (2018 – 2021).